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🎲 Un gioco per salvare la memoria di Trento
- 7 Gennaio 2026
- Pubblicato da: Simone Costesso
- Categoria: Salesiani Trento Scuola Secondaria
Dopo il successo del gioco “33 trentini – Vei che nen”, un gioco da tavolo incentrato sul Trentino, i suoi luoghi e il suo dialetto, pubblicato dall’editrice Demoela e realizzato con le nostre attuali classi terze, Mariangela Agostini ci ha nuovamente coinvolti in una nuova avventura!
Lo scorso 17 dicembre 2025 abbiamo dato avvio a questo secondo progetto che vede Mariangela collaborare con altri autori, convinti del valore di lavorare insieme ai giovani studenti, futuri fruitori del gioco insieme alle loro famiglie.
Un compito di realtà stimolante sotto molteplici punti di vista è stato affidato alle nostre classi seconde da Mariangela e Loris! L’incontro è stato arricchito da ospiti speciali che hanno reso l’esperienza davvero coinvolgente:
🎭 La Soffitta di Trento, il duo composto da Stefano (attore) ed Emanuele (musicista), ha emozionato i ragazzi con la loro performance di cantastorie. Attraverso fotografie antiche, poesia, dialetto e musica hanno fatto rivivere piazze e volti di una Trento di oltre un secolo fa, mostrando agli studenti l’importanza di riconoscere e scoprire la propria identità culturale.
📖 Il signor Danilo, appassionato ricercatore di storie dimenticate per dar voce alle “persone nascoste”, ha condiviso una testimonianza toccante e drammatica sulla storia di Bortolo, presente all’esecuzione di Cesare Battisti al Castello del Buonconsiglio nel 1916.
La missione? Le nostre classi seconde, insieme ai docenti Bertelle, Leveghi e Suraci, hanno accettato la sfida: raccogliere aneddoti e testimonianze orali dalla voce degli anziani della città – nonni, vicini, testimoni di una Trento che rischia di essere dimenticata. Non un semplice compito, ma una vera missione per salvare la memoria collettiva.
Il risultato sarà un nuovo gioco da tavolo, curato dagli autori, che renderà queste storie accessibili a tutti, stimolando relazioni e divertimento.
📖 Perché la storia si conserva anche attraverso i racconti delle persone.

